Su di me

Ho sempre avuto una curiosità profonda su come funzioniamo, come pensiamo, come ci blocchiamo, come troviamo il coraggio di essere quello che siamo davvero. E ho sempre creduto che ci fosse spazio per la felicità al lavoro. Non come eccezione rara. Come possibilità concreta.

La comunicazione è sempre stata il mio pane. Relazioni pubbliche, marketing, per enti e organizzazioni. Venticinque anni in cui ho imparato che ogni messaggio ha bisogno di una base solida: sapere chi sei, cosa vuoi, come arrivi all’altro.

A un certo punto ho smesso di chiedermi come funziona la comunicazione e ho iniziato a chiedermi cosa succede alle persone quando comunicano. Cosa trattengono. Da dove parlano. Cosa le blocca nel momento che conta.

Quella domanda è diventata questo lavoro.

C’è una storia che non racconto spesso. Ma è quella che spiega perché faccio quello che faccio.

Anni fa ho rinunciato a qualcosa di importante perché non ho trovato il coraggio di dire quello che pensavo. Nel momento che contava, mi sono fatta da parte. Me ne sono andata convincendomi che fosse la cosa giusta.
Non lo era. Me lo sono portata dietro per anni.

Cosa sarebbe cambiato se avessi potuto contare su qualcuno che mi aiutasse a stare in piedi in quella stanza? Che mi vedesse. Che mi desse quella fiducia che non riuscivo a darmi da sola?

Oggi sono quella persona per chi si trova dove ero io.

Non do risposte. Creo lo spazio in cui le tue emergono.

Leggo, osservo, mi faccio strumento. Mi interessa chi sei quando nessuno ti guarda. E chi potresti essere quando finalmente smetti di trattenerti.
Ho una formazione in coaching riconosciuta ICF — con oltre 30 professionisti accompagnati individualmente, percorsi di team e più di 30 corsi di formazione per quasi 500 ore di aula.


Il mio manifesto

Io credo che ogni persona abbia già una voce.
Non devo dargliene una.
Devo aiutarla a non trattenerla più.

Non insegno tecniche.
Lavoro sulla postura interiore e sul corpo, perché sapere non basta se dentro c’è ancora qualcosa che trattiene.

Scelgo i clienti con cura, non perché voglia essere esclusiva, ma perché certe trasformazioni richiedono persone davvero pronte a farle.

Così come pensi, sei. Così come parli, crei.

Cristina