Peggio di una riunione inutile, c’è solo nessuna riunione

Evitare le riunioni, o farle male, porta allo stesso risultato: confusione, tensione e decisioni rimandate.

In molte aziende le riunioni sono viste come una perdita di tempo. C’è chi le fa per abitudine, senza sapere bene perché. E c’è chi non le fa affatto: “tanto ci vediamo tutti i giorni”, “non serve una riunione per parlarci”.
Peccato che….. più si evitano le riunioni, più servirebbero. E più se ne fanno senza metodo, più diventano inutili.
Le riunioni non sono solo un momento per “parlare di lavoro”: sono (o dovrebbero essere) lo spazio in cui un gruppo si allinea, decide e cresce insieme.
Quando mancano, l’azienda si frammenta:
– ognuno va per conto suo,
– le informazioni girano a metà,
– si decide “nei corridoi” o per gerarchie implicite,
– le incomprensioni aumentano e qualcuno finisce per dire “ma io non lo sapevo”.

Dall’altra parte, ci sono le riunioni che esistono ma non servono: lunghe, confuse, dominate da chi parla di più, dove si esce con più dubbi che soluzioni.
In entrambi i casi, la leadership si indebolisce: chi guida non guida più, e chi partecipa si disconnette.
Molti imprenditori e manager mi dicono: “Se comincio a fare riunioni, poi non ne usciamo più.” “Abbiamo già troppi impegni, non voglio aggiungerne altri.”
È comprensibile. Ma le riunioni non servono a riempire l’agenda, servono a svuotarla dalle ambiguità!
Una riunione fatta bene libera tempo, invece di consumarlo. Perché ogni minuto speso a chiarire, ne risparmia dieci di fraintendimenti, correzioni, o decisioni prese e disfatte.

Quindi, che fare?
Non serve partire in grande. Basta iniziare da una riunione breve, anche di soli 20 minuti, ma con un obiettivo chiaro:
– un giro veloce per allinearsi sulle priorità della settimana,
– due decisioni da prendere insieme,
– un’occasione per ascoltare come stanno andando le cose.

La differenza non la fa la durata, ma l’intenzione: incontrarsi per capire, non solo per parlare.
Una riunione torna utile quando:
– chiarisce chi fa cosa e quando,
– riduce i malintesi,
– rafforza la fiducia tra le persone,
– lascia tutti con la sensazione di aver costruito qualcosa insieme.
E questa competenza, saper guidare riunioni che funzionano, è una delle più concrete forme di leadership.
Peggio di una riunione inutile, c’è solo nessuna riunione. Perché senza momenti di chiarezza condivisa, la collaborazione diventa un gioco di supposizioni. E le decisioni finiscono per non appartenere a nessuno.

Foto: Fauxels su Pexels

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